



L’olio ottenuto dai Semi di Lino è un efficace ristrutturante, un buon
antistress, rinforzante per il capello e un ottimo antiforfora per la cute.
Grazie a queste sue peculiarità è un rimedio naturale completamente
alternativo a condizionanti, emulsioni e lozioni chimiche per capelli.
Ecco di cosa si compone la linea I Provenzali ai semi di lino:
SHAMPOO ERBORISTICO AI SEMI DI LINO
Capelli tinti e danneggiati
Ideale per capelli “stressati”, tinti e permanentati,
con aggiunta di Pantenolo.
Con puro Olio di Semi di Lino, Burro di Karité, Pantenolo
e Proteine del Grano, questo shampoo dona ai
capelli sfibrati morbidezza, senza appesantirli. Ideale
per l’uso quotidiano.
BALSAMO ERBORISTICO AI SEMI DI LINO

Capelli tinti e danneggiati
Vero trattamento naturale per i capelli dalla formula
ricca di Olio di Semi di Lino, Pantenolo e Proteine
del Grano. Grazie alla particolare miscela di concentrati
vegetali, questo balsamo dona ai capelli incredibile
morbidezza, senza appesantirli e favorendone
la pettinabilità. Ideale per l’uso quotidiano.
MASCHERA CAPELLI AI SEMI DI LINO

Capelli tinti e danneggiati
Specificatamente formulata per donare lucentezza
e morbidezza ai capelli tinti e danneggiati. Grazie
alla presenza in formula di Olio di Semi di Lino, Pantenolo
e Proteine del Grano, questa maschera dona
ai capelli incredibile morbidezza, senza appesantirli
e favorendone la pettinabilità.
CRISTALLI LIQUIDI AI SEMI DI LINO
Senza siliconi
Prodotto formulato con sole materie prime di origine
vegetale, la cui consistenza lascia il capello
morbido, lucido e setoso dalla radice alle punte. La
sua consistenza lascia il capello morbido e dona un
aspetto lucido e sano. Contiene pregiati ingredienti
efficaci nel controllare doppie punte e rotture. Evita
l’effetto crespo.
OLIO AI SEMI DI LINO

Puro al 100%
Naturalmente ricco di Vitamina F, Betacarotene e
Omega 3, questo Olio è un vero trattamento di bellezza
per i capelli.
RISTRUTTURANTE PRE SHAMPOO: lasciato agire
per alcuni minuti prima dello shampoo, ridona energia
ai capelli sfibrati e trattati. Dopo, lavare abbondantemente.
RINFORZANTE PUNTE DEBOLI: usato dopo lo
shampoo, sulle punte ancora bagnate, rinforza e
dona vigore al capello anche dopo l’asciugatura.
EFFETTO ANTICRESPO: sui capelli particolarmente
crespi e secchi può essere usata qualche goccia sia
a capello asciutto che bagnato. Per capelli più lucidi
e ordinati.




Perché pensi che l’amore sia assoluto?
In fondo ogni bacio è relativo.

L’amore è un battito lieve
che diviene incessante
solo quando è coerente.





Ciao! Vi mostro un altro bellissimo smalto della collezione Pop Italiano di TNS Firenze.

Si tratta della tonalità Testa di moro. Ecco QUI il prodotto indossato!
Questo smalto mi piace moltissimo per la coprenza e l’ottima tenuta, e credo sia ideale per questa stagione, non trovate?
Consigliatissimo 🙂

Penso di meritare uno spicchio di sogno, sono o non sono un sognatore?
Sogno di poter vivere del mio lavoro, della mia passione. Ho guardato troppe volte in faccia la delusione. Ella ha sempre giocato con me e con i miei sentimenti, come una bella donna e come la vita. Ma questo è ciò che spetta a chi sogna troppo e sogna il giusto.
Coloro che sognano poco o sognano l’ingiusto se ne fregano di uno come me. Lo ignorano, lo umiliano, o lo deridono, dipende dal tipo di persona che detiene la scelta nelle proprie mani.
Io intanto continuo a sognare. Cosa c’è di meglio che immaginarsi pittore, astronauta, calciatore o tutti e tre insieme?
Che male c’è nel dimenticare la quotidianità illusionista e vivere nel mondo dei sogni? Perché limitarsi alla fantasia e all’immaginazione? Là fuori c’è un universo di realtà. Così mi hanno detto i non sognatori, e mi sa che hanno ragione.
Parto per un nuovo viaggio, stavolta reale, nello zaino metto una tavolozza, una tuta spaziale e un pallone. Possono servire.
Immagine: illustrazione di Henn Kim

Cadono le foglie al mio passaggio,
sono ormai lontani il vento di maggio,
il sole d’agosto,
vicino è l’odore di mosto.
Ma ora c’è silenzio,
spezzato dal canto di uccelli
destinati a tacere per un’intera stagione.
Immagine: opera di Leonid Afremov

Isabella se ne stava seduta sulla panchina, indispettita dal mondo intero. A scuola aveva ricevuto l’ennesimo brutto voto e rischiava di perdere l’anno.
Ma il rischio che più la tormentava era quello di perdere la propria famiglia. I suoi non facevano che litigare, si tradivano, e ne era certa, non avrebbero retto a lungo. Ben presto avrebbero divorziato. E lei? Lei era troppo giovane per essere sposata, ma aveva già alle spalle qualche storia andata male. I suoi diari erano pieni di frasi di rivolta, alternati a poesie mielose e cuori e teschi. Quando affermava qualcosa sul suo stato d’animo, tutti le facevano notare che in fondo aveva solo 17 anni, quindi che ne poteva sapere della sofferenza e della tristezza?
Non doveva fare i conti con un lavoro stressante né con la responsabilità di dover mantenere una famiglia. Doveva solo pensare a vestirsi bene, truccarsi in modo pesante, essere alla moda, fare gli occhi dolci ai ragazzi più grandi, ascoltare musica con l’mp3 e, magari, sognare ogni tanto.
Ma cosa avrebbe voluto fare da grande? Alle volte ci pensava. Le sarebbe piaciuto restare lì su quella panchina anche da adulta. Assaporare ogni giorno un pasticciotto stando semplicemente col sedere sul sedile ferroso e un po’ arrugginito. Sentire la crema invadere la bocca e non pensare ad altro, se non a gustare al meglio il dolce prelibato e tradizionale della sua terra, il Salento. E poi riflettere sulle parole della nonna, che da qualche mese non c’era più e alla quale era stata molto legata.
Quando i suoi erano a lavoro, passava ore ed ore con la nonna materna, parlando del più e del meno, e gustando il pasticciotto, ovvero il dolce magico, come lo chiamava sua nonna.
Faceva i capricci? Ecco che spuntava il dolce portentoso e si rimetteva tutto a posto. Si sentiva triste? Beh, la tristezza volava via già al solo vedere la nonna che attraversava la strada per andare a comprarle le paste, ossia pasticciotti e altre dolci prelibatezze, al piccolo bar di fronte casa.
Tra i vari ricordi, mentre era seduta su quella panchina, pensava costantemente alla possibile, ma forse alquanto improbabile, magia del dolce in questione. In quel momento, e in tanti altri, ne avrebbe avuto bisogno. Un po’ come in tutti quei pomeriggi dopo scuola: si sedeva sempre alla “sua” panchina, come se l’avesse prenotata e la gente lo sapesse, dato che la trovava sempre, o quasi, libera, tutta per lei.
Nei tiepidi pomeriggi di maggio cercava le risposte ai piccoli grandi tormenti della sua giovane età. Maggio era il suo mese preferito: la scuola stava per finire, le giornate cominciavano ad apparire più lunghe e luminose e fare serene passeggiate per la città era così piacevole!
Tra piazze, chiese, vicoli e palazzi baciati dal sole e dalla pietra leccese, e tra fontane, archi, facciate dalle forme barocche, pronte a catturare ad abbracci o a morsi i passanti, lei pensava. Bene o male, non le importava. Pensava ed era la cosa che le riusciva meglio. Ciò le permise di giungere a una conclusione: da grande avrebbe fatto la pensatrice. Chissà, da qualche parte nel mondo, una professione del genere poteva anche esistere per davvero. Avrebbe dovuto solo fare i conti con la nostalgia del pasticciotto, della pizzica, dei suoni e dei colori che invadevano le strade di quello che era il suo habitat naturale e, qualche volta, il suo cuore.