Pensieri sparsi: “L’Amore bussò, ma…”

L’Amore bussò alla sua porta, ma la colse del tutto impreparata. 

Fili di dubbi fitti come nebbia la circondavano. 

L’Amore non tornò per un po’, ma ella non ne sentì la mancanza.

Ci pensava di rado, seppur la nebbia fosse ormai lontana.

L’Amore decise di starsene in un angolo, senza attirare l’attenzione e, dall’altra parte della strada, la giovane fece altrettanto.

L’Amore scelse comunque di tornare, un giorno, forse due o più volte, ancora non lo sapeva con certezza.

Semplicemente conosceva il suo destino: bussare con più entusiasmo alla porta che tempo prima non era pronta ad aprirsi. E non arrendersi. 

Opera visiva di Kingasart

 

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Pensieri sparsi: “Basta poco”

Basta poco, in fondo.

Basta la musica, che indaffarata prosegue con la sua vita.

Basta il cielo, che si colora e sembra lo faccia in nostro onore. 

Basta la tua mano su di me, a voler dire “sono qui per te”.

Basta la mia mano sulla tua, che è molto più che contraccambiare un gesto. 

Basta la presenza. Basta l’amore. Basta una coppia come la nostra che se ne frega della notte.

Sì, per stare bene basta così ‘poco’, alle volte. 

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Immagine tratta da una vignetta di Il Vignettaro

 

 

Pensieri sparsi: “Due anime. Alle volte fragili”

Distanti, eppure vicini.

Senza toccarsi, senza sfiorarsi. 

Difficile parlarsi senza ferirsi.

Complicato discutere ed essere sempre d’accordo.

Tuttavia, non impossibile capirsi. Ritrovarsi in gesti e parole, spesso nuovi.

Guardarsi, poi distogliere gli sguardi, perché è bene non esporsi, nel nome di qualcosa che già c’è.

E non andare oltre perché è giusto così, ma giusto per chi?

Dirselo senza parlare è naturale. 

Un tacito patto silenzioso e timido.

Nessuna stretta di mano, nessun bacio.

Solo desideri non detti per salvaguardare il cielo sereno che sovrasta due anime.

Alle volte fragili. Alle quali dedicare un nuovo giorno, distanti ma vicini. 

Sopra la città, Marc Chagall

Pensieri sparsi: “Mani nelle mani”

Mani nelle mani conquisteremo il mondo. 

La notte passerà e saremo ancora qua, a stringerci, cercarci, amarci.

Mani nelle mani. 

Ed è un nuovo giorno. Il passato di un attimo fa è già presente, e sarà futuro.

Mani nelle mani. 

Tra promesse, lenzuola, verità e sogni, arriveremo in cima all’amore, vetta ardua da scalare. 

Opera di Frida Castelli
Opera di Frida Castelli

Non sono una signora! Amo l’Inter

Breve dichiarazione d’amore in musica

 

Inevitabile follia

Chi tifa Inter  ha una folle consapevolezza, quella di seguire con tutto il cuore una squadra pazza. Una compagine in grado di sprofondare e risalire, cadere e rialzarsi, perdersi e ritrovarsi. Per chi da piccolo detestava il su e giù dell’altalena, per chi apprezza i colpi di scena solo nei film d’azione, per chi non accetta di buon grado le sfumature (infinite) della vita…beh, l’Inter non è proprio la squadra giusta.

Perché con Lei è un prendere o lasciare. Non è un partner da voler o poter cambiare. È una follia da cui non si può guarire. Una pazzia che ti fa perdere la pazienza, ti fa cambiare canale, ti porta a dire “basta, non guarderò più una partita…non si può”. Invece, un attimo dopo ti ritrovi lì a capire che si può eccome! Semplicemente non potresti fare a meno di questa fede, pazza, ma pur sempre fede.

Non sono una signora

L’Inter non è una signora. Non è la Signora. L’Inter non è paragonabile a nessuno. Non si cambierebbe con nessuno. É umana, proprio come chiunque, vero, ma ha un suo pensiero, una propria strada, spesso fatta di alti e bassi, ma quando sale lo fa per davvero. Lo insegnano il Triplete. Il “Di serie B non ho memoria”. Ce lo ricordano le citazioni celebri. La sua nascita, 110 anni fa. Non è una da “tutte stelle nella vita”.

Ma, ammettiamolo pure, raggiungere le stelle, toccarle con un dito, facendosi spazio tra qualche nuvola, ha decisamente più gusto. Vero?

Tutto il resto è noia

Noi interisti siamo fatti così. Il calcio è bello tutto, certo, ma tutto il resto è noia. Vuoi mettere il nero e l’azzurro in campo? Vuoi mettere le palpitazioni senza controllo? Vuoi mettere incavolarsi, dannarsi, mandare al diavolo (non quello rossonero!) e poi fare pace con la promessa di non litigare più…sino alla gara successiva?!

 E penso a te

Appuntamento col moroso. C’è il maxi schermo al pub …e penso a te. Scorro le notizie, alla ricerca di qualche news interessante …e penso a te.  Quando mi capita un fidanzato nerazzurro?! E penso a te. Che uomo, che campione Zanetti, eterno Capitano…e penso a te. La festa in Piazza, con i colori del cielo e della notte, la lacrime di Mou e Matrix…e penso a te. Il Divin Codino, che è stato anche nostro, e penso a te. Il Fenomeno, che basta da solo, non occorre aggiungere altro, e penso a te.  L’indefinibilità di Recoba by Cuper, e penso a te. Luis Figo con la maglia del Portogallo “ma perché l’Inter non lo compra?” e penso a te. L’arrogante talento di Ibra, e penso a te. Le punizioni di Roberto Carlos, e penso a te. Walter Zenga onnipresente nel toto-allenatore, e penso a te. La grinta e la delusione di Icardi nel post Inter-Juve…e penso a te.

Rotolando verso Sud

Ma perché sei del Sud e tifi per una squadra del Nord? Seguire un club che non appartiene in maniera stretta al territorio d’origine non significa non amare squadre della propria terra, in fondo “Se nu te scierri mai delle radici ca tieni rispetti puru quiddre delli paisi lontani! Se nu te scierri mai de du ede ca ieni dai chiu valore alla cultura ca tieni!” E il Lecce è volato in B. 

 

E perché proprio l’Inter?  Leggere dall’inizio, please.