Non si diventa grandi mai

Il calcio, e lo sport in generale, conservano quella scintilla di giovinezza e spensieratezza.

Giocare, o seguire una partita o un evento sportivo, sposta l’attenzione dalla realtà quotidiana, spesso fitta di problemi e imprevisti, alla passione più autentica e genuina verso una squadra, un personaggio, una “fede”.

Dal piccolo che gioca per strada all’adulto che è stato quel bambino,  pronto a calciare una palla improvvisata nei vicoli del paese e a sentirsi un campione.

 

 

“Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per la  strada, lì ricomincia la storia del calcio”

Jorge Luis Borges

“In fin dei conti il calcio è fantasia, un cartone animato  per adulti”

Osvaldo Soriano

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La stampa spagnola si scatena, mentre…

Pep Guardiola, tecnico del Barcellona, non fa una piega.

E’ questo lo scenario dopo la sfida di Champions Milan-Barcellona (0-0).

I giornali spagnoli non perdono tempo per lanciare accuse all’arbitro: Marca scrive “un rigore chiarissimo” facendo riferimento all’episodio del 78′ su Puyol, trattenuto per la maglia in area di rigore dal rossonero Mesbah; Sport.es afferma che il direttore di gara, compatriota di Ibrahimovic, non ha preso in considerazione un evidente rigore in favore del Barcellona.

Insomma, i giornalisti si scatenano, e anche alcuni giocatori blaugrana, ma Pep non perde quell’atteggiamento calmo, e poco polemico, che lo contraddistingue, attribuendo la colpa al terreno di gioco e dichiarando che le squadre milanesi non meritano un campo di quel tipo.

I poeti del gioco

Chi sono i poeti del gioco? Soriano non ha dubbi:
“Ci sono tre generi di calciatori. Quelli che vedono gli spazi liberi, gli stessi spazi che qualunque fesso può vedere dalla tribuna e li vedi e sei contento e ti senti soddisfatto quando la palla cade dove deve cadere. Poi ci sono quelli che all’improvviso ti fanno vedere uno spazio libero, uno spazio che tu stesso o forse gli altri avrebbero potuto vedere se avessero osservato attentamente. Quelli ti prendono di sorpresa. E poi ci sono quelli che creano un nuovo spazio dove non avrebbe dovuto esserci nessuno spazio. Questi sono i profeti. I poeti del gioco”.
Tratto da FUTBOL di Osvaldo Soriano

Fuori-Blog: i vampiri di “Legami di sangue”

Esco fuori tema, o meglio fuori-blog, per segnalarvi il libro Legami di sanguescritto dalla 25enne salentina  Rosa Pezzuto.

Si tratta del suo romanzo di esordio, edito da 0111 Edizioni, incentrato sulle avventure di Alisia, una ragazza che ha intelligenza, buono status sociale, capacità, insomma tutto ciò che potrebbe permetterle di ottenere qualsiasi cosa, eppure si sente sola, triste, senza alternative alla ripetitività della vita.

Le vicende “vampiresche” dominano il susseguirsi degli eventi all’interno dell’opera, che la stessa autrice ha definito “intrigante, visionaria e ricca” nell’intervista concessa al mensile TOTEM.

Per saperne di più:

http://issuu.com/0111edizioni/docs/spizz.legami_di_sangue/1

http://www.facebook.com/pages/Legami-di-Sangue/169988663116453

http://www.youtube.com/watch?v=MrJmV3BnDcc&feature=youtu.be

Io adoro Gene Gnocchi

“Perché Poli e Obi fuori? Io quella doppia sostituzione non l’ho capita” queste le parole di Gene Gnocchi a “La Domenica Sportiva” rivolte all’allenatore dell’Inter Ranieri, dopo la sconfitta con la Juventus.

Il tecnico risponde: “Se non li hai capiti significa che ho fatto bene”.

E Gene ovviamente ribatte: “E si vedono i risultati”.

Caro (?!?) mister, te la sei proprio cercata…

Nonostante Gnocchi si diverta nel suo Rompipallone a dirne di tutti i colori sull’Inter, soprattutto negli ultimi tempi (ma, in fondo, come dargli torto???) resta un grande, anche per noi che “soffriamo” per il non-gioco dei nerazzurri.

Vincere o non vincere? Questo è il problema

Qualche frase celebre sulla vittoria sportiva…

 

“L’importante non è vincere ma partecipare”

Pierre de Coubertin

“Ho sempre giocato per vincere. Anche da
ragazzo, quando si giocava per strada, si giocava per vincere. Non ho mai
capito come si possa giocare e non cercare di vincere. Se non ci riesci, va
bene, l’importante è sapere che hai fatto tutto il possibile”

Giacinto Facchetti

“De Coubertin: l’importante non è vincere ma ritirare il premio”

Alessandro Bergonzoni

“Un vincente non è mai stanco di vincere e io non voglio perdere mai”

José Mourinho

“Non è vero che non mi piace vincere: mi piace vincere rispettando le regole”

Zdenek Zeman

 

 

Strana “solitudine”

La solitudine del portiere di calcio

di Stefano Benni

Era mia, mia, mia
l’ho gridato e non hai sentito
su di lui ti sei precipitato
l’hai atterrato.
Solo davanti
a questa porta spalancata
mentre il centravanti mi guarda.
Solo quando c’è il rigore
vi ricordate di me,
del vostro portiere
ditemi perchè.

Era fuori, fuori, fuori
il fallo era fuori dell’area
quel cretino d’arbitro è arrivato
ha fischiato.
Solo davanti a voi centomila
che ansiosi spiate.
Solo quando c’è il rigore
vi ricordate di me,
del vostro portiere
ditemi perchè.

E dai tira, tira, tira
cosa aspetti a finirmi ?
vedo il pallone calciato che arriva
come una locomotiva
e sono solo nel cielo
mentre volo incontro al tiro
e voi trattenete il respiro.
Solo quando c’è il rigore
vi ricordate di me, lo so
del vostro portiere
chissà se parerò.

Sport e sogni…

Due frasi/pensieri celebri per celebrare (scusate il gioco di parole!) il vero senso dello sport per lo sportivo, e non solo.

O meglio, quello che dovrebbe essere il vero senso dell’attività sportiva che, purtroppo, spesso si perde per strada.

“Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere. Sognare è necessario, anche se nel sogno va intravista la realtà. Per me è uno dei principi della vita.”

Ayrton Senna

“I campioni non si costruiscono in palestra. Si costruiscono dall’interno, partendo da qualcosa che hanno nel profondo: un desiderio, un sogno, una visione. Devono avere l’abilità e la volontà. Ma la volontà deve essere più forte dell’abilità”

Muhammad Ali

Trepido seguo il vostro gioco…

SQUADRA PAESANA di Umberto Saba

Anch’io tra i molti vi saluto, rosso-alabardati,
sputati
dalla terra natia, da tutto un popolo
amati.
Trepido seguo il vostro gioco.
Ignari
esprimete con quello antiche cose
meravigliose
sopra il verde tappeto, all’aria, ai chiari
soli d’inverno.

Le angoscie
che imbiancano i capelli all’improvviso,
sono da voi così lontane! La gloria
vi dà un sorriso
fugace: il meglio onde disponga. Abbracci
corrono tra di voi, gesti giulivi.

Giovani siete, per la madre vivi;
vi porta il vento a sua difesa. V’ama
anche per questo il poeta, dagli altri
diversamente – ugualmente commosso.

E bravo Zeman!

Umberto Di Primio, sindaco di Chieti, lo scorso venerdì, nel corso di una trasmissione televisiva aveva detto “io non premio un mezzo rom”, facendo riferimento alla possibile attribuzione del “Premio Prisco 2012″ al tecnico boemo Zeman.

Le scuse del primo cittadino non si sono fatte attendere molto, dal momento  che ai microfoni di radio24, e non solo, ha dichiarato di voler premiare lui stesso Zeman, e si è scusato della battutaccia.

Ma anche la risposta del tecnico del Pescara è stata tempestiva e, come sempre, d’effetto: “A me dà fastidio se uno è ignorante sulle razze e sulla storia delle varie etnie” e ancora “Voleva offendere i Rom, oppure il sottoscritto?

Fonte (LaGazzettadellosport.it)