Il rigore più lungo del mondo

Il rigore più lungo del mondo? Lo racconta Osvaldo Soriano, giornalista e scrittore argentino (Mar del Plata, 6 gennaio 1943 – Buenos Aires, 29 gennaio 1997) in uno dei suoi racconti più famosi e apprezzati, pubblicato nel ’95 in Italia da Einaudi, all’interno della raccolta Pensare con i piedi.

Il racconto in questione si intitola proprio Il rigore più lungo del mondo e fa sognare per molteplici fattori: innanzitutto per la capacità dell’autore di descrivere, far vivere o rivivere emozioni allo stato puro; per il fatto che il calcio, anche scritto, raccontato o immaginato, conserva il suo potere ludico-emotivo, in grado di coinvolgerci e farci immedesimare; infine, un rigore così non si è mai visto, né letto!

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I poeti del gioco

Chi sono i poeti del gioco? Soriano non ha dubbi:
“Ci sono tre generi di calciatori. Quelli che vedono gli spazi liberi, gli stessi spazi che qualunque fesso può vedere dalla tribuna e li vedi e sei contento e ti senti soddisfatto quando la palla cade dove deve cadere. Poi ci sono quelli che all’improvviso ti fanno vedere uno spazio libero, uno spazio che tu stesso o forse gli altri avrebbero potuto vedere se avessero osservato attentamente. Quelli ti prendono di sorpresa. E poi ci sono quelli che creano un nuovo spazio dove non avrebbe dovuto esserci nessuno spazio. Questi sono i profeti. I poeti del gioco”.
Tratto da FUTBOL di Osvaldo Soriano