La ‘vera Bellezza’ in uno scatto molto apprezzato da Papa Francesco

L’ulivo, fonte di vita, dal Salento al Vaticano. Il fotografo Bello Roma ringraziato da Sua Santità

Negli ultimi tempi, come ben sappiamo, l’albero simbolo della Puglia e in particolare del Salento è stato colpito dal batterio della Xylella Fastidiosa. Tra le conseguenze un brutto colpo all’economia dell’area, ai proprietari degli uliveti, agli agricoltori e, ovviamente, alle piante ‘storiche’ che in tanti casi sono state assoggettate a eradicazione. Quello che è accaduto nel 2015 all’albero che più di ogni altro è carico di svariati significati, spesso legati alla vita, all’energia, alla rinascita, e anche alla salvezza e alla prosperità, come evidenziato dalle scritture dell’Antico Testamento, ha ispirato l’opera di Giuseppe Bello Roma, giovane fotografo squinzanese.

La foto, scattata nelle campagne salentine, è giunta sino al Vaticano per essere donata a Papa Francesco, durante l’udienza dello scorso 30 dicembre. L’immagine, accuratamente inserita in una cornice, ritrae la magnificenza e, al tempo stesso, la semplicità e l’umiltà dell’ulivo. L’autore dello scatto ha voluto ‘denunciare’ quanto vissuto, o meglio, subito dagli alberi della sua terra, mediante la vera essenza della bellezza: pura, diretta, ricca di riflessi e sfaccettature. Da un albero secolare ‘sbuca’ una bella ragazza, la modella professionista Ilaria Mazzotta, quasi a voler esprimere al meglio tutta la vita che una pianta può custodire e offrire al mondo intero. Ilaria è senz’altro stata molto brava a rappresentare l’energia vitale che caratterizza, da sempre, l’universo vegetale, nonché la forza delle donne che, in tante occasioni, hanno cercato in tutti i modi di proteggere e salvaguardare tradizioni e storia.

scatto

L’ulivo fonte di vita, nonostante la sua staticità, la sua ‘vecchiaia’, le amarezze dei tempi odierni e le vicissitudini di quelli passati.

Gli ulivi hanno un’anima. Questo vuole dirci la fotografia di Giuseppe Bello Roma. Giunta in dono a Papa Francesco, è stata molto apprezzata dallo stesso, tant’è che il fotografo è stato ringraziato da sua Santità in una lettera ricevuta lo scorso 5 febbraio, firmata da Mons. Peter B. Wells, da cui si evince come il regalo sia stato assai gradito.

Nel ringraziarla per l’atto di devoto omaggio e per i sentimenti che l’hanno suggerito, Sua Santità esorta ad una sempre proficua attività artistica, quale riflesso della vera Bellezza” recita, tra le altre cose, la missiva ricevuta dal fotografo che non si aspettava assolutamente una risposta dal Papa e un incoraggiamento di questo tipo che, senza dubbio, ha un duplice valore: invita a inseguire i propri sogni con umiltà e semplicità; coglie e offre spunti di riflessione sulla Bellezza autentica, quella su cui vale la pena puntare lo sguardo, soffermare la mente e donare agli altri, perché non c’è Bellezza più vera di quella ispirata da sentimenti genuini.

L’umiltà è stata proprio il filo conduttore dell’udienza del 30 dicembre 2015 perché, come ha affermato Papa Francesco dinanzi ai fedeli in Piazza San Pietro, occorre riflettere su un aspetto essenziale, ossia: “l’umiltà di Dio che per noi si è fatto piccolo. E questo è un mistero grande, Dio è umile! Noi che siamo orgogliosi, pieni di vanità e ci crediamo grande cosa, siamo niente! Lui, il grande, è umile e si fa bambino. Questo è un vero mistero! Dio è umile. Questo è bello!”

 L’insegnamento ad essere umili molto probabilmente è stato recepito da un giovane che, come tanti e nel suo piccolo, cerca di farsi strada, inseguendo le proprie aspirazioni e cogliendo la Bellezza che risiede nelle piccole e grandi cose, immortalandole con sentimento.

Giuseppe

 

Articolo realizzato per Totem Giornale Squinzano

 

Libri: Salento fuoco e fumo di Nandu Popu

Tra le mie ultimissime letture c’è il libro di Nandu Popu, nome d’arte di Fernando Blasi, una delle voci nonché autore dei testi dei Sud Sound System, gruppo salentino tra i pionieri del raggamuffin italiano.

Il suo titolo è Salento fuoco e fumo (edito da Laterza nel 2012). Che dire? L’ho apprezzato davvero molto!

Salento fuoco e fumo

Lettura piacevole, anche perché parla di luoghi a me vicinissimi, in particolare dal punto di vista geografico-territoriale, con una bella scrittura, scorrevole, chiara, diretta e senza troppi giri di parole!

La storia parla di Salento, mare, amicizia, passione per la mountain bike, natura, amore per la propria terra, e mette in evidenza ciò che non va, o meglio, tutto quello che rischia di rovinare ogni giorno di più il territorio, in primis l’inquinamento.

Questo libro dà l’opportunità di riflettere su vari aspetti che potrebbero cambiare in meglio, magari con una bella dose di impegno e consapevolezza da parte di ciascuno di noi.

Dunque, l’indiscussa protagonista dell’opera di Nandu Popu è la terra salentina, rappresentata in tutta la sua genuinità e bellezza, da cui fanno splendidamente capolino gli ulivi “alberi che annodano i propri rami per ingannare le simmetrie, e che anche quando il vento è assente e sono immobili appaiono fluidi e impetuosi come dervisci roteanti” e che “posano come divi esibizionisti che ostentano le proprie forme sicuri di essere unici“.