A tu per tu con Cinzia Ianne, campionessa di biliardo

QUI potete leggere la mia intervista a Cinzia Ianne Erroi realizzata per Totem Giornale.

Buona lettura!

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A tu per tu con l’autrice Maria Stella Falco

Lecce. Maria Stella Falco, classe ’89, di Ruffano, ha appena pubblicato la sua opera prima “Due tempi, due donne, due stralci di storie” (Youcanprint). Il percorso di studi dell’autrice emergente, senza dubbio, è stato molto legato al capoluogo barocco.

Infatti, dopo il diploma presso il Liceo delle Scienze sociali, nel 2008, ha conseguito la laurea triennale (2011) e magistrale (2013) in Lettere Moderne presso l’Unisalento. Durante gli studi universitari Maria Stella ha avuto modo di soddisfare il suo interesse per le materie psico-pedagogiche e didattiche, sostenendo alcuni specifici esami a scelta. Entrambe le sue tesi di laurea, nell’ambito disciplinare della Letteratura italiana contemporanea (cattedra del Prof. A. L. Giannone, del quale l’autrice dice “ha sempre creduto in me, incoraggiandomi“), sono l’esito della sua attività di ricerca sulle tematiche sociali della disabilità e della marginalità nel contesto della letteratura e del cinema contemporaneo. Inoltre, ha avuto la possibilità di partecipare ad altri percorsi formativi, in ambito universitario e non, inerenti tali interessi. Ora studia per conseguire la Laurea Triennale in Servizio Sociale.

Leggi l’intervista QUI

 

A tu per tu con Raffaele Rapanà, cake designer

Conosciamo Raffaele Rapanà, classe ’86, italo-tedesco (madre tedesca e padre italiano), il quale del cake design, sua grandissima passione, ha fatto un lavoro ricco di spunti e soddisfazioni.

Leggete QUI l’intervista per TgNordSalento e guardate le foto delle sue splendide creazioni!

A tu per tu con Gianluigi Mazzotta, ‘poeta social’

Gianluigi Mazzotta, venticinquenne squinzanese, è da qualche anno a Milano. Lavora da Zara Man in Galleria Vittorio Emanuele proprio nel capoluogo lombardo. La moda è una sua grande passione, ma non la sola.

Il giovane salentino ha un’altra grande passione o, meglio, ‘”bisogno” come ci dice lui stesso, ovvero quello di esprimersi attraverso la scrittura. Totem ha rivolto delle domande a Gianluigi al fine di far conoscere la sua ‘arte’, nonché di capire appieno cosa spinge un giovane oggigiorno a ‘buttarsi’ in un mondo, quello letterario, non semplice, seppur reso alle volte più ‘social’ e diretto da Facebook, Instagram, e affini.

Leggi QUI l’intervista

Libri, a tu per tu con Riccardo Cesano

Riccardo Cesano, classe ’88, vive a Lecce. Fin da piccolo ha manifestato un grande amore per la scrittura, spesso citando le frasi dei grandi cantautori, tra i quali Fabrizio De André.

Ha conseguito la laurea nel 2012 con una tesi in Pedagogia della comunicazione, dal titolo “Narcisismo digitale e collettivo, la dinamica narcisistica al tempo dei social network”. Su Facebook cura la pagina “Culturaaccessibile”. Riccardo, portatore di handicap, ha voluto trattare la tematica della disabilità nell’opera prima “A cuore aperto”. E ce ne parla in questa intervista…

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A tu per tu con Catena Fiorello

Ciao 🙂

Lo scorso 6 maggio ho avuto il piacere di incontrare e conoscere Catena Fiorello (simpaticissima e molto disponibile) in occasione della presentazione del suo ultimo romanzo L’amore a due passi presso la Libreria Palmieri di Lecce.

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Le ho fatto qualche domanda per un’intervista apparsa sul corrente numero di Totem Giornale.

Vi lascio qui qualche foto!

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Ovviamente non vedo l’ora di leggere L’amore a due passi, anche in vista di una nuova presentazione che si terrà in Salento in estate…

Senza dubbio, il Salento, la stagione estiva, e tanto altro ancora (in primis l’amore!) sono al centro di questo lavoro letterario, tutto da leggere…magari in riva al mare! 

 

Foto di Giuseppe Bello Roma

A tu per tu con Miriam Spizzichino, scrittrice e blogger

Il blog ospita Miriam Spizzichino, una collega davvero in gamba!

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Classe ’93, Miriam è di Roma. E’ cresciuta con i sani principi dell’ebraismo, religione praticata da tutta la sua famiglia. Durante gli anni di liceo, nonostante il suo indirizzo fosse “Servizi Sociali”, ha dimostrato più ‘amore’ per la Letteratura anziché per la Psicologia. La sua professoressa dell’epoca l’ha avvicinata molto alla scrittura, mentre per quanto riguarda la lettura è sempre stata una divoratrice di libri.

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Una volta diplomata la sua scelta universitaria è stata Scienze della Comunicazione. Da lì ha avuto inizio un percorso in salita, ma pur sempre bellissimo, per pubblicare il suo primo libro “Le malattie del nostro mondo” e per attuare diverse collaborazioni con testate giornalistiche. “Ad oggi posso dire con molta gioia di aver pubblicato 3 libri e di essere in procinto di diventare Giornalista Pubblicista con numerosi articoli alle spalle di varia natura, soprattutto Moda. Ho un Blog divenuto famoso con all’incirca 25mila visualizzazioni mensili: Rebel Fashion Blog. Ho solo 22 anni e ho ancora molto da imparare… Ma sono fiera dei miei piccoli grandi traguardi!” mi dice.

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Curiose e curiosi di conoscerla meglio?

Ecco la nostra chiacchierata…

Tre aggettivi per descrivere la tua personalità.

Solare, determinata… Ma estremamente cocciuta e rompiscatole!

Ti muovi, scrivendo, nel campo della comunicazione (digitale e non), del giornalismo e della letteratura. Quale campo ami di più? E, ognuno di essi, cosa ti dà a livello personale e di crescita professionale?

Amo il campo del giornalismo, ma anche quello della letteratura. Sono due passioni che vanno di pari passo che mi permettono di descrivere il mondo per come lo vedo, senza influenze esterne. Non si smette mai di imparare, è una crescita e una sfida continua e al giorno d’oggi non è un percorso facile… Ma quando poi raccogli ciò che hai seminato ti rendi conto che non cambieresti il tuo lavoro con nessun altro al mondo!

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Quali sono i tuoi progetti futuri? Hai in cantiere delle nuove collaborazioni giornalistiche? Al momento per quali testate scrivi?

I miei progetti futuri sono veramente tanti! Ho in cantiere una nuova collaborazione giornalistica con una nuova rivista sul territorio romano, sto organizzando un fanmeet a Roma viste le numerose richieste di persone che vogliono conoscermi e… Sto continuando a scrivere il mio quarto libro! Al momento scrivo per Shalom, Lusso Style, Uomo&Manager, Nove Mesi e Primi Anni.

Tornando al blog, ti definiresti una fashion blogger? E perché gli utenti della rete dovrebbero seguire il tuo spazio? Cosa ha di particolare?

Diciamo che mi definisco una Fashion Blogger fuori dal comune! Penso che gli utenti debbano seguire il mio spazio proprio perché è diverso dagli altri Fashion Blog. Si parla di tutto, anche dei miei pensieri che spesso creano delle discussioni tra utenti molto costruttive! Un pregio del mio Blog è che faccio vivere a tutti i miei seguaci anche il backstage e tutta la preparazione che c’è dietro a un servizio fotografico!

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Oltre che lavorare e coltivare varie passioni, ti dedichi allo studio. Come fai a coordinare il tutto? Non sarà semplice…

La mattina lavoro e il pomeriggio studio. La sera sono distrutta, ma cerco di ricavare del tempo libero per il mio fidanzato. Il weekend è di assoluto riposo, a meno che non ci sia qualche urgenza lavorativa… O a meno che non abbia qualche esame importante di mezzo!

Sei innamorata? Raccontaci di Miriam & l’Amore…

Io sono innamorata dell’amore e quando vivo un rapporto con un’altra persona tendo a dare tutta me stessa. Ciò mi ha portato anche ad avere le mie sofferenze, ma ne sono sempre uscita più forte di prima. Al momento sono fidanzata da quasi tre anni con Michael e stiamo “lavorando” per creare il nostro futuro insieme, la nostra famiglia, il nostro “lieto fine”. Come nelle migliori delle fiabe!

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Abbiamo parlato di progetti futuri…ma anche i sogni hanno la loro importanza. Miriam cosa sogna?

Sogno di realizzare tutti i miei obiettivi, anche quelli più piccoli. Spero di poter attuare tante altre collaborazioni dopo la mia laurea (avendo più tempo a disposizione), ma soprattutto sogno la mia vita insieme a Michael e il nostro futuro insieme. Solitamente ci si domanda “come ti vedi tra 10 anni?” e io voglio vedermi sposata, con due figli e con un bel lavoro in ufficio!

Chiudiamo con qualche consiglio per chi volesse cimentarsi, proprio come te, con la scrittura in più ambiti. Cosa sentiresti di dire?

Mi sento di dire a tutti voi di buttarvi, inseguire i vostri sogni e crederci fermamente! Ma soprattutto fate tanta pratica e vedrete che i risultati arriveranno. Grazie mille a te e a tutta la redazione di Style.it per la bellissima intervista… Un abbraccio ai lettori!

 

Grazie a te Miriam per la disponibilità 🙂

Emanuele Fracella e l’affascinante arte del Wing Tsun

fra cellaEmanuele Fracella, nato e vissuto a Lecce, è diventato nel corso degli anni, grazie alla sua passione e al suo impegno, uno dei principali punti di riferimento in Puglia di quella che è l’affascinante arte del Wing Tsun.

Arte di autodifesa, il cui tratto fondamentale è il “contatto” fisico con l’avversario, il Wing Chun Kuen, fu creato secondo la leggenda, dalla monaca buddista Ng Mui, dopo essere sfuggita alla distruzione del monastero di Shaolin. Secondo altre fonti invece, si deve la sua nascita a Yan Yonchun, sua figlia. Con il passare del tempo si è poi diffuso in Cina e nel resto d’Europa, soprattutto grazie ai sapienti insegnamenti di grandissimi maestri quali Yip Man, Leung Ting, Bruce Lee e Allan Fong, per citare solo alcuni esempi.

In Italia, uno dei maggiori rappresentanti di questa arte, è proprio Emanuele Fracella, diventato Sifu nel 2007, dopo anni di studi in Europa a contatto con i migliori maestri. Il suo amore per questa arte e la sua tenacia lo hanno portato poi a fondare una sua associazione, l’ IWTKA (Italian Wing Tsun Kung Fu Association), il cui monito che la contraddistingue è quello di mantenere intatti i principi e gli insegnamenti legati alla scuola del G.G.M. Leung Ting.

Ad oggi la sua scuola vanta non solo tantissimi allievi, ma anche numerose sedi che, soprattutto in questi ultimi anni, sono nate e si sono diffuse non solo a Lecce ma in tutto il Salento.

Com’è entrato in contatto con questa arte? Cosa l’ha subito colpita?

Erano gli anni ’70, periodo in cui iniziavano a nascere e circolare molti film sulle arti marziali. La passione per questo mondo ed in particolare per quello della Cina, l’ho avuta sin da piccolo e proprio questa mi ha spinto sempre di più alla ricerca di un’arte che fosse per me logica. Negli anni ho studiato moltissime arti marziali, cercando sempre quella che si potesse adattare alla mia struttura fisica non molto alta e possente. Quando ebbi la fortuna di incontrare il Wing Tsun me ne innamorai subito! Per la prima volta vidi la possibilità, in un sistema basato su principi logici e tecniche pratiche, di dare ad una persona la possibilità di potersi difendere e di poter padroneggiare quella realtà così lontana da noi.

Cosa l’ha spinta a farne di questa arte il suo mestiere?

É successo quasi per caso. Avevo bisogno di potermi allenare il più possibile e questo mi ha costretto sempre di più a trascurare altre cose. Inoltre da un lato, aumentava il numero degli allievi e ciò mi portava a spendere quasi tutto il mio tempo nell’insegnamento; dall’altro sentivo la necessità di diffondere sempre di più questa meravigliosa arte. Fondando la mia federazione sono riuscito a realizzare questo sogno che oggi per me è anche un lavoro e mi sento fortunato nel poterlo condividere con tanti praticanti.

É stato difficile mantenere intatti i principi e gli antichi insegnamenti del Wing Tsun, senza lasciarsi influenzare dalla natura occidentale?

È indubbio che noi occidentali abbiamo un filtro che è dato dalla nostra cultura. Il Wing Tsun, come le arti marziali orientali, è basato sulle filosofie di quel mondo: taoismo, buddismo, confucianesimo. Il vero problema sta nel coniugare i principi filosofici con la realtà e la difficoltà più grande è stata per me entrare nell’ottica di un mondo così diverso dal mio per averne quindi una chiara lettura. Proprio per questo motivo ho dovuto sforzarmi non solo nello studio con i miei maestri, ma leggere anche testi sacri che facevano parte di quella cultura. Ancora oggi il mio maestro mi bacchetta quando il pensiero occidentale è dominante ma, per fortuna, la semplicità del sistema che studio mi e ci aiuta a coniugare l’aspetto tecnico con quello culturale.

Come si sposa questa arte di autodifesa, l’unica ad essere stata creata da una donna nel XVIII secolo, con le esigenze della donna nel XX secolo?

Indipendentemente dal periodo storico, il Wing Tsun è uno strumento molto attuale. La struttura fisica non è cambiata molto nel tempo, quindi una tecnica che funzionava estremamente bene tanti anni fa, può ancora essere utilizzata con lo stesso fine. Nel Wing Tsun ritengo che le donne siano molto più avvantaggiate, proprio perché è un’arte creata da donne e quindi sviluppata a misura di donna. La praticità e la realisticità del suo sistema aiutano inoltre a fare i conti con una realtà, quella di un’aggressione, che è assolutamente attuale, e proprio per questo trova un ottimo consenso da parte del pubblico femminile.

Nonostante il difficile periodo socio-economico che l’Italia sta attraversando, questa disciplina sta continuando a diffondersi. Quali pensa siano i motivi e quali i suoi punti di forza?

Come non innamorarsi del Wing Tsun! É un’arte marziale così bella che al di là del suo intento principale, quello di doversi difendere, ci fa comprendere molte cose del nostro corpo. Ci insegna a “rallentare”, ad andare contro corrente, perché come sappiamo le cose fatte bene richiedono tempo. Questo modo di insegnare e di accostarsi a questa disciplina, fa sì che sempre più persone vi si appassionino a volte così tanto che arriva a essere una vera e propria “droga” a cui diventa difficile rinunciare. Ritengo che il Wing Tsun riscuota ancora tanto successo in questo periodo, non solo perché è uno strumento pratico ed efficace, ma proprio perché risulta facile innamorarsene.

Lei in quanto “maestro” nel corso di questi lunghi anni ha insegnato tanto ai suoi allievi. Ma cosa ha imparato da loro?

Non esiste un maestro senza i suoi allievi! Ciò che loro mi danno sono cose bellissime: il loro amore, la loro passione, ed è di quello che mi nutro. Ritengo che un grande artista, che ama davvero la sua arte, tragga la sua linfa proprio da questo e quello che i miei allievi mi trasmettono, fa sì che io mi appassioni ogni giorno di più al mio mestiere. In tutti questi anni ho avuto il grande piacere di poter insegnare questo sistema a tantissime persone. Sono stato ripagato con sorrisi, abbracci, a volte anche degli addii quando la vita li portava lontano. Ma il loro ricordo, il rapporto con loro è sempre vivo e questa è una delle cose più belle che ho vissuto e vivo ancora oggi.

Cosa si augura per il futuro?

Intanto sono lieto di questa intervista perché ogni occasione in cui posso parlare del Wing Tsun è sempre un piacere. Il pensiero va a questa meravigliosa arte, che oltre all’aspetto tecnico, la considero un dono dell’Oriente, che ci permette di capire noi stessi e il nostro legame con l’universo letto attraverso la visione del Tao. Esso ci insegna che la ricerca del Wing Tsun oltre che fisica, è soprattutto spirituale e abbraccia corpo, mente e spirito. Ci insegna che quando si raggiunge l’apice in qualcosa, questo si trasforma nel suo contrario e per questo motivo studiamo l’arte della lotta per non dover mai combattere. Su questi presupposti, immagino un futuro roseo per il Wing Tsun, con l’auspicio che sempre più praticanti si avvicinino a questa disciplina, la apprezzino, la comprendano e la diffondano nel tempo.

 

L’intervista che avete appena letto è stata realizzata da Erica Santo che ringrazio per la disponibilità. Colgo l’occasione per ringraziare anche il maestro Emanuele Fracella.