I miei racconti brevi(ssimi): “Quasi lo sento il vento del Salento”

Respirando quasi lo sento il vento del Salento. Lasciando cadere le palpebre avverto la forza del solo sole sfrontato, che non ammette repliche.

Fanno capolino nella mente il mare, gentile e carico di storie, i paesaggi umili e ricchi di semplicità e genuinità. Grano, viti, ulivi, che si rincorrono dietro i muretti a secco e abbracciano la terra chiara, desiderosa di acqua, vogliosa di esplodere di frutti.

Il tramonto sul mare e quello sulla campagna mi sono rimasti addosso, come l’aria buona delle sere d’estate, rigogliose di stelle, musiche pizzicate, tamburelli, frise e baci di sabbia e gocce salate.

Mi verrebbe da ballare, girare, posare lo sguardo sui foulard che ondeggiano leggeri. Ma qua non mi sembra il caso di farlo. Lo farei a ridosso delle dune o vicino a un dolmen. Lì sarebbe così naturale.

Questo è il posto dei palazzi alti, delle auto che si imbottigliano, della velocità e della competizione. La certezza e il concreto si trovano dove sono ora.

Nella terra che tanto mi manca invece, ben pronunciati, riecheggiano radici e sogni di ragazza.

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