I miei racconti brevi(ssimi): “Lei mostrò la sua trasparenza. E lui la accolse”

La guardava piegare la testa da un lato. Riflettere sulla nebbia che andava diradandosi dai pensieri. Ogni tanto arrotolava alle dita qualche ciocca: le ingabbiava per poi lasciarle ricadere sulle spalle, nuovamente libere, ribelli, senza alcun vincolo. 

Attendeva che si voltasse, per incontrare il suo sguardo. Impaziente e timido, bramava la visione pura e delicata del suo volto. Quanta forza poteva celarsi dietro quel barlume di fragilità? Sembrava potesse spezzarsi facilmente, al primo soffio di vento. Sembrava non potesse resistere neppure a qualche goccia di rugiada o una tiepida pioggia d’autunno. 

I fiocchi di neve o un acquazzone estivo avrebbero di gran lunga turbato la sua quiete, nonché quella calma apparente che la portava ad accarezzare gli altrui turbamenti lontani; non avrebbe resistito, forse, alle agitazioni esterne. Ma non importava.

Voltandosi lei mostrò la sua trasparenza. E lui la accolse, senza riserva alcuna. 

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