Vincere o non vincere? Questo è il problema

Qualche frase celebre sulla vittoria sportiva…

 

“L’importante non è vincere ma partecipare”

Pierre de Coubertin

“Ho sempre giocato per vincere. Anche da
ragazzo, quando si giocava per strada, si giocava per vincere. Non ho mai
capito come si possa giocare e non cercare di vincere. Se non ci riesci, va
bene, l’importante è sapere che hai fatto tutto il possibile”

Giacinto Facchetti

“De Coubertin: l’importante non è vincere ma ritirare il premio”

Alessandro Bergonzoni

“Un vincente non è mai stanco di vincere e io non voglio perdere mai”

José Mourinho

“Non è vero che non mi piace vincere: mi piace vincere rispettando le regole”

Zdenek Zeman

 

 

“Il calcio è un linguaggio con i suoi poeti e prosatori”

“Il football è un sistema di segni, cioè un
linguaggio. Esso ha tutte le caratteristiche fondamentali del linguaggio per
eccellenza, quello che noi ci poniamo subito come termine di confronto, ossia
il linguaggio scritto-parlato” scriveva Pier Paolo Pasolini in un saggio dedicato al mondo del calcio, sua grande passione.

Indubbiamente, anche oggi possiamo vedere il calcio come un vero e proprio linguaggio, nonché strumento di interazione e comunicazione. Insomma, come un veicolo di pensieri, emozioni e messaggi che, ci si augura, possano essere sempre positivi.

Gli episodi, più o meno recenti, danno una connotazione utopica al  suddetto augurio…ma è bene crederci.

Già il solo fatto di avere fiducia nella forza dello sport, può aiutarci a migliorare, non credete?

 

Calcio-poesia… “Goal” di Saba

Goal di Umberto Saba

 

Il portiere caduto alla difesa

ultima vana, contro terra cela

la faccia, a non veder l’amara luce.

Il compagno in ginocchio che l’induce,

con parole e con mano, a rilevarsi,

scopre pieni di lacrime i suoi occhi.

 

La folla -unita ebbrezza- per trabocchi

nel campo. Intorno al vincitore stanno,

al suo collo si gettano i fratelli.

Pochi momenti come questo belli,

a quanti l’odio consuma e l’amore,

è dato, sotto il cielo, di vedere.

 

Presso la rete inviolata il portiere

-l’altro- è rimasto. Ma non la sua anima,

con la persona vi è rimasto sola.

La sua gioia si fa una capriola,

si fa baci che manda di lontano.

Della festa -egli dice- anch’io son parte.