Note e sport/Cesare Cremonini

Marmellata #25 di Cesare Cremonini (anno 2005)

“Ci sono le tue scarpe ancora qua,
ma tu te ne sei già andata.
C’è ancora la tua parte di soldi in banca,
ma tu non ci sei più.
C’è ancora la tua patente rosa tutta stropicciata,
e nel tuo cassetto un libro letto e una Winston blu.
L’ho fumata.

Ci sono le tue calze rotte la notte in cui ti sei ubriacata,
c’è ancora lì sul pianoforte una sciarpa blu.
Ci sono le tue carte, il tuo profumo è ancora in questa casa
e proprio lì, dove ti ho immaginata, c’eri tu.

Ah! Da quando Senna non corre più…
Ah! Da quando Baggio non gioca più…
Oh no, da quando mi hai lasciato pure tu…
Non è più Domenica!
Ma poi si dimentica: e non si pensa, non si pensa più!

Ci sono le tue scarpe ancora qua ma tu non sei passata
Ho spiegato ai vicini ridendo che tu non ci sei più!
Un ragazzo in cortile abbraccia e bacia la sua fidanzata,
proprio lì dove ti ho incontrata,
non ci sei più.

Ah! Da quando Senna non corre più…
Ah! Da quando Baggio non gioca più…
Oh no no, da quando mi hai lasciato pure tu…
Non è più Domenica e…
… e non si dimentica…

Ora vivo da solo in questa casa buia e desolata
Il tempo che davo all’amore lo tengo solo per me,
ogni volta in cui ti penso mangio chili di marmellata,
quella che mi nascondevi tu…
… l’ho trovata…!”

Note e sport/Ligabue

Porto avanti lo spazio “Note e sport” con questa canzone del Liga, in cui viene citato Gabriele (Lele) Oriali, noto mediano degli anni ’70 dell’Inter e della Nazionale.

Una vita da mediano di Luciano Ligabue (anno 1999)

 

“Una vita da mediano
a recuperar palloni
nato senza i piedi buoni
lavorare sui polmoni
una vita da mediano
con dei compiti precisi
a coprire certe zone
a giocare generosi

sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n’hai stai lì
una vita da mediano
da chi segna sempre poco
che il pallone devi darlo
a chi finalizza il gioco
una vita da mediano
che natura non ti ha dato
nè lo spunto della punta
nè del 10 che peccato

sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n’hai stai lì
stai lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n’hai
finche ce n’hai
stai lì
una vita da mediano
da uno che si brucia presto
perché quando hai dato troppo
devi andare e fare posto
una vita da mediano
lavorando come Oriali
anni di fatica e botte e
vinci casomai i mondiali

sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n’hai stai lì
stai lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n’hai
finchè ce n’hai
stai lì”

Note e sport/Rita Pavone

Una delle più celebri canzoni dedicate allo “sport del pallone”.

La partita di pallone, Rita Pavone (anno 1962)

“Perché perché
la domenica mi lasci sempre sola
per andare a vedere la partita
di pallone
perché perché
una volta non ci porti anche me.
Chissà, chissà
se davvero vai a vedere la tua squadra
o se invece tu mi lasci con la scusa
del pallone
chissà, chissà
se mi dici una bugia o la verità.
Ma un giorno ti seguirò
perché ho dei dubbi
che non mi fan dormir.
E se scoprir io potrò
che mi vuoi imbrogliar
da mamma ritornerò.
Perché perché
la domenica mi lasci sempre sola
per andare a vedere la partita
di pallone
perché, perché
una volta non ci porti anche me
Una volta non ci porti anche me”

C’è un’unica creatura che può fermarti, e quella creatura sei tu.

E quando corri dietro a uno o più sogni, frasi del genere non possono far altro che bene…

“Non perdere mai la speranza
nell’inseguire i tuoi sogni,
perché c’e’
un’unica creatura che può fermarti,
e quella creatura sei tu.
Non smettere
mai di credere in te stessa e nei tuoi sogni.
Non
smettere mai di cercare,
tu realizzerai sempre ogni cosa ti metterai in testa.

L’unico responsabile del tuo successo
o del tuo fallimento sei
tu, ricordalo…
ogni pensiero o idea pronunciata a voce alta viaggia nel
vento,
la voce corre nell’aria, cambiandone il corso.
Se sei brava da
udire abbastanza,
tu potrai ascoltare l’eco di saggezze
e conoscenze
lontane nel tempo e nello spazio.
Tutto il sapere del mondo e’ a
disposizione di chiunque sia disposto
a credere e a voler
ascoltare.

La libertà e’ una scelta
che soltanto tu puoi fare:
tu sei legata soltanto dalle catene delle tue
paure.
Non e’ mai una vera tragedia provare e fallire,
perché prima o poi
si impara, la tragedia e’
non provarci nemmeno per paura di
fallire.

Mentre noi possiamo orientare
le nostre mosse verso un
obiettivo comune,
ognuno di noi deve trovare la sua strada,
perché le
risposte non possono essere trovate
seguendo le orme di un’altra
persona….
Se tu puoi compiere grandi cose quando gli altri credono in
te,
immagina ciò che puoi raggiungere
quando sei tu a credere in te
stessa”

Peter O’Connor, tratto da Ali sull’oceano

Note e sport /883

Tante canzoni parlano del mondo sportivo…mica male il connubio musica/sport!

La dura legge del gol, 883 (anno 2002)

 

Chi le ha inventate le fotografie
chi mi ha convinto a portar qui le mie
che poi lo sappiamo
scattan le paranoie
Le facce nelle foto accanto a noi
entrate nelle nostre vite e poi
scappate di corsa
per non tornare mai
Quanti in questi anni ci han deluso
quanti col sorriso dopo l’uso ci hanno buttato
si alza dalla sedia del bar chiuso
lentamente Cisco e all’improvviso dice:
“Voi non capite un cazzo è un po’ come nel calcio”
E’ la dura legge del gol
fai un gran bel gioco però
se non hai difesa gli altri segnano
e poi vincono
Loro stanno chiusi ma
alla prima opportunità
salgon subito e la buttan dentro a noi
la buttan dentro a noi
Da queste foto io non lo direi
che di tutta ‘sta gente solo noi
siam rimasti uniti
senza fotterci mai
Sull’amicizia e sulla lealtà
ci abbiam puntato pure l’anima
per noi chi l’ha fatto
chi per noi lo farà
Quanti in questi anni ci han deluso
quanti col sorriso dopo l’uso ci hanno buttato
Si alza dalla sedia del bar chiuso
lentamente Cisco e all’improvviso dice:
“Voi non capite un cazzo è un po’ come nel calcio”
E’ la dura legge del gol
fai un gran bel gioco però
se non hai difesa gli altri segnano
e poi vincono
Loro stanno chiusi ma
alla prima opportunità
salgon subito e la buttan dentro a noi
la buttan dentro a noi
Il tipo con il cappellino blu
dei New York Yankees quello lì sei tu
mi sa che anche al cesso
te lo tenevi su
E quella nella foto accanto a te
non è il fenomeno della tua ex
quella che diceva:
“Scegli o loro o me”
Quante in questi anni ci han deluso
quante ci hanno preso e poi di peso ci hanno buttato
Si alza dalla sedia del bar chiuso
lentamente Cisco fa un sorriso e dice:
“Noi abbiam capito tutto è un po’ come nel calcio”
E’ la dura legge del gol
gli altri segneranno però
che spettacolo quando giochiamo noi
non molliamo mai
Loro stanno chiusi ma
cosa importa chi vincerà
perché in fondo lo squadrone siamo noi
lo squadrone siamo noi

 

Anziché guardare e scommettere, giocate!

Stamattina, mentre mi recavo a lavoro, ho ascoltato su Radio Norba il consueto spazio di Antonio Bartolomucci, giornalista sportivo, che, nel commentare il big-match di ieri Barcellona-Inter e le recenti ennesime notizie sul calcio scommesse, ha detto qualcosa che, in particolare, mi ha colpito.

Ha invitato a prendere il calcio con maggiore “strafottenza”, nel senso di non “stare male” per questo sport, di viverlo in maniera spensierata, di non fare polemiche inutili e sterili, e di evitare di concentrarsi solo su alcune attività, come guardare le partite in tv, scommettere, criticare, eccedere nei giudizi.

Sarebbe più bello e importante, ha sottolineato Bartolomucci, andare fuori, prendere un pallone e giocare con i propri figli.

Quello è il calcio.

Ovviamente, non posso essere che d’accordo col pensiero espresso dal giornalista.

In fondo, nella realtà di tutti i giorni, ci sono tante di quelle cose che ci impediscono di essere spensierati … perché complicarsi anche le passioni che dovrebbero permettere di vivere meglio e, almeno in parte, alla leggera?

Uno (o poco più) fuori dalla massa.

Alcuni pensieri di Zdenek Zeman per dire ciò che è il calcio oggi e quello che dovrebbe essere.
Con un pizzico di rammarico certo, ma con la consapevolezza che, per fortuna, c’è chi la pensa diversamente, ovvero nel modo giusto. Leggere per credere.
“La grande popolarità del calcio nel mondo non è dovuta alla farmacie o agli uffici finanziari, bensì al fatto che in ogni piazza, in ogni angolo del mondo c’è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi”
Non ho eredi e non ne voglio: troppi tecnici vedono il calcio come un lavoro e non come un divertimento”
“Il calcio oggi è sempre più un’industria e sempre meno un gioco”
“Raramente mi capita di dire una bugia. Per questo mi sento solo. E’ un mondo, il nostro, in cui se ne dicono tante”